Cilindri rivestiti in poliuretano antistatico

Il poliuretano (PU) rappresenta oggi il materiale di rivestimento più versatile per cilindri industriali sottoposti a sollecitazioni meccaniche intense e continue.  E’ caratterizzato da una resistenza all’abrasione eccezionale, garantendo superfici di contatto integre su milioni di cicli, ed una notevole capacità di assorbire carichi impulsivi senza deformazioni permanenti. Il ritorno elastico rapido mantiene la geometria del cilindro stabile anche ad alta velocità di linea, mentre la resistenza alla lacerazione protegge il rivestimento da incisioni accidentali. Le formulazioni PU offrono ampia resistenza agli agenti chimici mentre il suo compression set estremamente contenuto gli permette di mantiene il diametro nominale e la concentricità anche dopo lunghi periodi sotto carico,

Antistaticità del rivestimento in PU nell’industria della plastica

I film plastici sono per natura eccellenti isolanti elettrici. Nel corso del processo produttivo l’attrito continuo tra il film e le superfici dei cilindri genera cariche elettrostatiche che si accumulano in assenza di percorsi di scarica. L’accumulo di cariche comporta attrazione di polveri e contaminanti sulla superficie del film compromettendo la qualità di stampa e l’adesione delle coatings; giunzioni tra spire del film che causano blocchi di svolgimento e strappi; scariche elettrostatiche che possono danneggiare componenti elettronici di controllo linea o, in atmosfere con solventi, costituire un rischio di innesco.

L’adozione di cilindri rivestiti in poliuretano permette di agire direttamente alla fonte, sulla superficie di contatto con il film.  Il poliuretano viene additivato in massa con agenti antistatici permanenti distribuiti nella matrice polimerica. A differenza dei trattamenti superficiali, l’antistaticità è intrinseca al materiale: non si degrada con il lavaggio, l’abrasione o il tempo.

La carta e il problema elettrostatico

Nel processo produttivo della carta, la riduzione del contenuto d’acqua corrisponde ad un aumento notevole della resistività elettrica, avvicinandola ad un isolante. Il risultato è un materiale che, soggetto allo sfregamento continuo contro i cilindri della macchina continua, accumula cariche elettrostatiche con la stessa facilità di un film plastico.

Nelle sezioni di asciugatura, calandratura, patinatura e ribobinatura, i cilindri di contatto, pressione e trazione rivestiti in materiale non dissipativo contribuiscono attivamente alla elettrizzazione per strofinio amplificando il problema anziché contenerlo. L’adozione di cilindri in poliuretano antistatico costituisce un intervento strutturale e duraturo, integrato nella macchina senza modifiche impiantistiche.

 

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