Cilindro gommato di contrasto per avvolgitori
Nelle linee di produzione di film plastici, la fase di avvolgimento rappresenta uno dei momenti più delicati dell’intero processo. Larghezze di nastro sempre maggiori, velocità di linea in costante crescita e spessori dei film sempre più ridotti rendono critico il controllo della tensione e del contatto tra il nastro e i rulli. È proprio in questa fase che il cilindro gommato di contrasto gioca un ruolo determinante.
Progettato per lavorare in accoppiamento con il rullo dell’avvolgitore, questo cilindro accompagna il film durante la formazione della bobina, garantendo un contatto costante e uniforme lungo tutta la larghezza del nastro. Il risultato è una bobina compatta, priva di pieghe, grinze o del tipico “effetto stella” che spesso compare ai bordi quando la tensione non è perfettamente distribuita.
Antistaticità del rivestimento in PU nell’industria della plastica
I film plastici sono per natura eccellenti isolanti elettrici. Nel corso del processo produttivo l’attrito continuo tra il film e le superfici dei cilindri genera cariche elettrostatiche che si accumulano in assenza di percorsi di scarica. L’accumulo di cariche comporta attrazione di polveri e contaminanti sulla superficie del film compromettendo la qualità di stampa e l’adesione delle coatings; giunzioni tra spire del film che causano blocchi di svolgimento e strappi; scariche elettrostatiche che possono danneggiare componenti elettronici di controllo linea o, in atmosfere con solventi, costituire un rischio di innesco.
L’adozione di cilindri rivestiti in poliuretano permette di agire direttamente alla fonte, sulla superficie di contatto con il film. Il poliuretano viene additivato in massa con agenti antistatici permanenti distribuiti nella matrice polimerica. A differenza dei trattamenti superficiali, l’antistaticità è intrinseca al materiale: non si degrada con il lavaggio, l’abrasione o il tempo.
La carta e il problema elettrostatico
Nel processo produttivo della carta, la riduzione del contenuto d’acqua corrisponde ad un aumento notevole della resistività elettrica, avvicinandola ad un isolante. Il risultato è un materiale che, soggetto allo sfregamento continuo contro i cilindri della macchina continua, accumula cariche elettrostatiche con la stessa facilità di un film plastico.
Nelle sezioni di asciugatura, calandratura, patinatura e ribobinatura, i cilindri di contatto, pressione e trazione rivestiti in materiale non dissipativo contribuiscono attivamente alla elettrizzazione per strofinio amplificando il problema anziché contenerlo. L’adozione di cilindri in poliuretano antistatico costituisce un intervento strutturale e duraturo, integrato nella macchina senza modifiche impiantistiche.
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